23Settembre2018

I RITIRI SPIRITUALI AMCI 2018: di NORD, CENTRO e SUD

 

Carissimi, anche quest’anno il ritiro spirituale dell’AMCI si svolgerà in tre diversi momenti e luoghi, per il Nord, per il Centro e per il Sud, per dare a tutti la possibilità di partecipare più numerosi. 

I ritiri spirituali saranno guidati, anche quest'anno, dal nostro Assistente Ecclesiastico S. Emin. Cardinale Edoardo Menichelli e presieduti dal nostro Presidente Nazionale prof. Filippo Maria Boscia.

Quest'anno i tre ritiri avranno come tema la lettura e meditazione del Vangelo e qui di seguito vi comunichiamo i temi proposti dal card. Menichelli, con alcune informazioni sulle date e sedi dei tre ritiri.

In allegato potrete scaricare le lettere di invito e le tre schede di prenotazione. Mentre i tre programmi non sono ancora definitivi e saranno quindi pubblicati a breve, non appena saranno ultimati. Per ulteriori informazioni potrete comunque  rivolgervi alla nostra segreteria nazionale.

 


 

TITOLI DELLE MEDITAZIONI PER I RITIRI SPIRITUALI

  

1) CHIAMATI A VIVERE UNITI A DIO IN CRISTO -  Gv. 15, 1-8

 

2) CHIAMATI AD ACCOGLIERE LA MISERICORDIA - Lc. 15, 11-31

 

3) CHIAMATI AD ESSERE SAMARITANI IN CRISTO - Lc. 10, 25-37

 

4) CHIAMATI A RINNOVARCI - Lc. 7, 36-50

 


 

I  TRE  RITIRI  SI SVOLGERANNO RISPETTIVAMENTE :

 

A)  NORD : 9 - 11 novembre 2018 a  Seveso (MI

Il ritiro dell’AMCI per il Nord si terrà dal 9 al 11 novembre 2018 presso il Centro Ambrosiano di Seveso (MI), sotto la guida del nostro Assistente Ecclesiastico S. Em.za il Card. Edoardo Menichelli.

Il ritiro inizierà alle ore 16.00 di venerdì 9 novembre e terminerà con il pranzo di domenica 11 novembre.

La quota di partecipazione è  indicata nella scheda di iscrizione allegata.

 

 B) CENTRO : 30 novembre, 1-2 dicembre 2018 a Prato

Il ritiro dell’AMCI per il Centro si terrà nei giorni 30 novembre, 1-2 dicembre 2018 a Prato presso Villa del Palco, sotto la guida del nostro Assistente Ecclesiastico S. Em.za il Card. Edoardo Menichelli.

Il ritiro inizierà alle ore 16.00 di venerdì 30 novembre e terminerà con il pranzo di domenica 2 dicembre.

La quota di partecipazione è  indicata nella scheda allegata.

 

C) SUD : 16 - 18 novembre 2018 a Palermo

Il ritiro dell’AMCI per il Sud si terrà dal 16 al 18 novembre 2018 a Palermo presso la Sala Lavitrano, sotto la guida del nostro Assistente Ecclesiastico S. Em.za il Card. Edoardo Menichelli.

Il ritiro inizierà alle ore 16.00 di venerdì 26 novembre e terminerà con il pranzo di domenica 18 novembre.

La quota di partecipazione è indicata nella scheda allegata.

 

Intervento del cardinale Francesco Montenegro sul tema dei migranti

φIl cardinale Francesco Montenegro è recentemente intervenuto sulla questione dei migranti con alcune riflessioni molto toccanti che l’AMCI, nelle persone del Presidente Nazionale prof. Filippo Maria Boscia e dell’Assistente Nazionale Card. Edoardo Menichelli, condivide pienamente.

Ecco perché riteniamo utile pubblicare sul nostro sito nazionale alcuni passaggi particolarmente significativi dell'intervento del Cardinale Montenegro.

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«La politica non si fa a slogan e la fede non è buonismo». Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana interviene sulla questione di nave Diciotti e si chiede:  

«Se la politica deve solo gridare e mostrare il braccio di ferro o deve trovare delle soluzioni? È sullo scontro che noi costruiremo il presente e il futuro o è il dialogo? E la povertà che significa? Gli interrogativi sono tanti e non per fare accademia ma perché in questo modo non riusciamo più a raccapezzarci. Oggi per divertimento o per fare qualcosa di diverso si può sparare a un altro uomo solo perché ha il colore della pelle diverso. Sino a qualche tempo fa non si pensava una cosa simile, oggi diventa possibile pensarla. E perché? Perché si sta creando un clima dove l’altro - e la colpa è il colore della pelle – non merita quello che merito io. Lo avevo già detto e lo ripeto: ma perché i nostri migranti possono partire e non diciamo niente? E se a un certo punto dovessero dire ai nostri che non possono più partire perché non sono più ricevuti che significherà questo?

Ci dovremmo chiedere, noi vescovi e sacerdoti innanzitutto, cosa significa il Vangelo nelle mani dei cristiani. Se il Vangelo è il mio navigatore satellitare io devo seguire quella strada, ma se scelgo le pagine da leggere e ne rifiuto alcune allora qualcosa non funziona più. Come cristiano non solo libero di scegliere se fare o non fare. Non è più solo un problema di amore o di solidarietà, per noi cristiani diventa un problema di fede perché accogliere l’altro è accogliere Cristo, chi rifiuta l’ altro rifiuto Cristo.

E io come posso accettare Cristo nell’ Eucaristia - e Lui mi ha detto che si trova in un pezzo di pane - e rifiutarlo nel fratello - e Lui mi ha detto che si trova nel fratello- se è lo stesso Cristo? Quindi è il Vangelo che mi mette con le spalle al muro. O lo strappo tutto e dico che per me il Vangelo non è importante, oppure non posso accontantarmi di celebrare riti dimenticando ciò che sta alla base della fede e va ribadito. Non è più solo un problema di amore o di solidarietà, per noi cristiani diventa un problema di fede perché accogliere l’altro è accogliere Cristo, chi rifiuta l’altro rifiuto Cristo».


Cosa bisognerebbe fare?


«La politica deve dare le risposte tecniche, ma per farlo dovrebbe mettersi a un tavolo a pensare, non a gridare con slogan. E poi dovrebbe rimettere al centro l’uomo. Sono stato a Bruxelles e la delusione più grande è che in questa Comunità europea non c’ è l’uomo al centro, c’ è l’economia, il profitto, la finanza, allora la Ue è l’ unione degli egoismi.

Ma tanti egoismi messi insieme non fanno mai comunità. Allora perché ci chiamiamo comunità se dobbiamo sommare solo gli egoismi? Allora i tecnici dovrebbero garantirci quelle possibilità che ci sono per trovare una soluzione a questi problemi. Allora forse dovremo finire con la colonizzazione, dovremmo smetterla di prendere da questa gente ciò che ci è utile e dare il corrispettivo anziché rubare, forse si tratta di non sostenere più quei Paesi che sono illegali e che noi manteniamo perché un po’ ci fanno tornare i conti in pari.

È questo che dovrebbe fare la politica. Poi il cristiano con il Vangelo sente che il suo atteggiamento dovrebbe essere una apertura di cuore. Se non riesco ad aprire una casa perché non ce l’ho, non posso però tenere chiuso anche il cuore e aprirlo solo a chi mi piace. Anche l’eucaristia è una presenza di Gesù facile perché il pane non parla, è pulito, è bianco, ma se questo Gesù nel quale credo ha il torto di presentarsi con i pantaloni strappati e fa puzza o ha fame io me lo tengo lontano. Ma se faccio così posso davvero dire di essere un buon cristiano?».

DON R. COLOMBO : PER IL 50° DELL'UMANAE VITAE

Humanae vitae: don Colombo (Univ. Cattolica), “una luce gettata sulla verità dell’amore umano”

Agenzia Stampa SIR  25 luglio 2018 @ 17:35

“L’enciclica Humanae vitae è un dono preziosissimo che il beato Paolo VI ha fatto alla Chiesa e al mondo: una luce gettata sulla verità dell’amore umano, quella verità ‘intera’ che la Bibbia, fin dai primi capitoli del libro della Genesi, ha dischiuso alla donna e all’uomo, legando l’amore sponsale alla generazione della vita di ciascuno di noi secondo i ritmi della fertilità che Dio ha inscritto nel corpo femminile”, così don Roberto Colombo, membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita e docente della facoltà di Medicina e chirurgia all’Università cattolica del Sacro Cuore di Roma, ricordando i 50 anni dell’Enciclica pubblicata il 29 luglio 1968.


“Humanae vitae – prosegue don Colombo – non ha solamente segnato il cammino nella verità dell’amore delle coppie di sposi nella loro vita di coniugi e di genitori, ma ha anticipato profeticamente e preparato teologicamente il giudizio antropologico ed etico del credente sugli interventi biotecnologici che si frappongono all’unità dell’atto d’amore e dell’atto procreativo”. Per il docente della Cattolica, infatti, “non è un caso” che il 25 luglio 1978 “esattamente 10 anni dopo la promulgazione dell’Enciclica, nascesse in una clinica di Manchester la prima bambina concepita mediante fecondazione in vitro, Louise Brown”.

“Quei dieci anni di riflessione e di preparazione agli sviluppi della procreatica applicata all’uomo che la meditazione e lo studio di Humanae vitae hanno promosso – spiega – , ci hanno resi meno sguarniti di buone ragioni e di testimonianze di vita coniugale di fronte alla “inconcepibile rivoluzione” della generazione umana”.

Lo sviluppo e il compimento del percorso dell’encliclica di papa Montini “il cui principio antropologico-etico dell’incindibile unità tra atto sponsale e atto procreativo resta a fondamento irrinunciabile del giudizio della Chiesa sulla fecondazione extracorporea” si troverà “nell’istruzione Donum vitae della Congregazione per la Dottrina della Fede (22 febbraio 1987) – firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger e voluta e approvata da San Giovanni Paolo II”.

Conclude don Roberto Colombo: “Tre papi – il beato Paolo VI, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – hanno segnato questa strada nella verità dell’amore umano e della procreazione, che ora papa Francesco sta continuando nello stesso solco”.

 

BOSCIA : AUGURI AI NUOVI VESCOVI E CARDINALI

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Il nostro Presidente FILIPPO MARIA BOSCIA 

interpretando il pensiero e desiderio di tutti i dirigenti e iscritti dell'AMCI, esprime i più fervidi auguri a tutti i nuovi Vescovi e Cardinali, nominati di recente da Papa Francesco (e di cui alleghiamo l’elenco completo).

Invitiamo pertanto tutti voi ad unirvi alle nostre congratulazioni e soprattutto alle preghiere affinché il loro nuovo impegno Pastorale, sia, con l’aiuto del Signore,  sempre illuminato e produttivo di benefici frutti per la Chiesa Italiana e per le comunità  che sono state a loro  affidate!

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