16Dicembre2018

EDITORIALE (con documenti e foto): Consiglio Nazionale AMCI del 12 e 13 ottobre 2018

 

 EDITORIALE SUL C.N. 

 

ROMA, CASA TRA NOI :  12 - 13  OTTOBRE 2018

 

Il recente Consiglio Nazionale dell’Associazione Medici Cattolici, ha visto una numerosa partecipazione di dirigenti AMCI, e infatti oltre ai Consiglieri Nazionali, Membri Cooptati e Presidenti Regionali, erano stati invitati, avendone espresso il desiderio, anche i nostri Soci Onorari, che ci hanno così offerto il loro contributo, la loro vicinanza e la loro competenza.  

Questo CN, caratterizzato da uno spirito di fattiva collaborazione ed una grande passione ed attaccamento per l’AMCI, ci ha offerto molti spunti di riflessione. Ritengo pertanto utile riportare alcuni passi significativi delle riflessioni del card. Edoardo Menichelli e della relazione del nostro Presidente Filippo Boscia, per metterli a disposizione di tutti (anche di chi non ha partecipato), unitamente ad alcune riflessioni personali che auspico possano essere condivise e magari arricchite dai vostri contributi e commenti.

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Il CN iniziava Venerdì 11 ottobre alle ore 15.00 circa con la prolusione del nostro Assistente card. Edoardo Menichelli che, aprendo i lavori del CN, citava una splendida affermazione di sant'Agostino: “Se mi atterrisce l'essere per voi, mi consola l'essere con voi.”  E si domandava quindi (e lo domandava anche ad ognuno di noi) : “Ma nella Chiesa chi sono i Laici?” ,  e ancora “Perché essere laici”.

E per rispondere a queste domande faceva poi riferimento al Capitolo IV della Lumen Gentium (31-38, vedere il testo completo in allegato) e che, cito testualmente recita: “Col nome di laici si intende qui l'insieme dei cristiani ad esclusione dei membri dell'ordine sacro e dello stato religioso sancito nella Chiesa, i fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo,la missione propria di tutto il popolo cristiano.”

E Menichelli ha quindi illustrato dettagliatamente gli aspetti più significativi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, facendo qualche riferimento pratico all’AMCI ed alla nostra professione (o meglio missione) di medici.

Per quanto riguarda l’aspetto sacerdotale, precisava che non vuol dire solo celebrare la messa, ma essere ponte tra il santo ed il peccatore, tra Dio e l’Umanità; un ponte di salvezza. Per quanto riguarda poi l’aspetto profetico significa, innanzitutto che non devo avere nemici per annunciare ed inoltre per annunciare la parola devo conoscerla.

Un buon cristiano deve leggere almeno una pagina di Vangelo al giorno (…e un giornale al giorno). Mentre  per quanto riguarda infine l’aspetto regale, deve essere considerato più come un servizio, una croce di regalità, che come potere.

Menichelli proseguiva citando il punto 6 della lettera a Diogneto: L'anima abita nel corpo, ma non è del corpo, i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo”.  La fede non è un codice etico ma una persona da seguire: Gesù. E concludeva con un monito: “Se non diventi santo che cosà ti porti poi di la!”.

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Proseguiva poi il Presidente Filippo Boscia con la sua relazione di cui si allega il testo completo ed  affermava che:

“Se non vogliamo essere noi le prime vittime di quella frammentazione della quale il mondo attuale soffre, abbiamo necessità di essere attori concreti e promotori di itinerari innovativi, capaci di dar senso all’esistenza. Voglio precisare che sempre più in particolare siamo chiamati a rapportarci in modo propositivo sia nel versante delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni, sia sul versante umano.

La Bioetica potrebbe rappresentare l’occasione privilegiata per iniziare a trasformare i percorsi di aggiornamento professionale da luoghi di esclusiva trasmissione culturale a luoghi di elaborazione originale e propositiva. Senza la sapienza la scienza non giova a nulla per l’uomo! A noi medici, e a quelli cattolici in particolare, è affidato un compito affascinante ed impegnativo: costruire una nuova cultura della vita umana e innovativa nella società contemporanea, alla ricerca gioiosa e responsabile della verità, della bellezza e del bene.”

Boscia riteneva poi essenziale sottolineare l’importanza della nostra identità di Medici Cattolici, da sempre fedeli al Santo Padre ed al Magistero:

“ Premesso questo, e sottolineando la problematica del convergere, del dialogo, dell’incontro e della condivisione, pur nella diversità delle idee, mi corre l’obbligo di dire a tutti, con l’autorità e la responsabilità mia personale di guidare una grande associazione come l’AMCI,  che nessuno può arrogarsi il diritto di procedere autonomamente.

I pronunciamenti, le prese di posizione, le valutazioni su importanti questioni assunte in sede nazionale e collegialmente dagli organi istituzionali dell’AMCI sono vincolanti ed obbliganti per tutti i soci, per tutte le sezioni, per tutti i dirigenti, siano essi locali, diocesani, regionali  o nazionali, naturalmente tenendo conto delle sensibilità individuali e degli studi e approfondimenti, da noi d’altra parte sempre tenuti in considerazione, che ciascuna sezione e ciascun socio liberamente ha offerto alla comune riflessione.”

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Ed, oltretutto, tali concetti sono stati ribaditi poi, in modo perentorio, anche dal Direttore dell’Ufficio Pastorale Sanitaria della CEI don Massimo Angelelli, che ha sollecitato, non solo l’AMCI, ma tutte le associazioni sanitarie cattoliche e il Forum, a convergere su poche idee comuni.

Ed ha poi sollecitato l’AMCI a coinvolgere i giovani, possibilmente già fin dall’Università perché a volta hanno risposte sbagliate e noi dobbiamo almeno metterli in condizione di farsi delle domande. E’ quindi fondamentale aiutare e sostenere questi ragazzi, perché saranno i protagonisti del domani. Aiutarli anche con un’adeguata formazione, che possa dare loro la capacità di creare delle coscienze critiche. In riferimento infine all’obiezione di coscienza ha ribadito che costituisce un diritto laico e non solo cattolico.

L’intervento del segretario Enzo Saraceni è stato sostanzialmente incentrato su alcune discutibili scelte dell’Europa, come quella di non avere voluto inserire tra le sue prerogative le radici cristiane dell’Europa stessa, anche se questo rappresenta un dato di fatto ineludibile, volendo relegare la religione ad un fatto privato, in nome di una sorta di neutralità etica e religiosa. Mentre negli USA i Presidenti e le alte cariche giurano addirittura su Dio.

Nel corso della due giorni sono poi intervenuti anche i Vice Presidenti Balzaretti, Ojetti e Battimelli, il Tesoriere Splendori, il Presidente Europeo (FEAMC) De Filippis e molti altri dirigenti, arricchendo così il dibattito con le loro considerazioni e suggerimenti.

Al termine del dibattito interveniva anche Pietro, un giovane medico della Sapienza che, avendo conosciuto dal nostro sito nazionale l’AMCI, si è fatto promotore con alcuni suoi amici e colleghi, di creare un gruppo di giovani medici e studenti universitari; e a Roma hanno già avuto 40 adesioni.

E’ stato infine approvato, all’unanimità il bilancio del 2017, presentato ed illustrato dal tesoriere Splendori.

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Infine anche il Cardinale Menichelli, nelle sue conclusioni, ci invitava a trovare una strada comune nella comunicazione perché possiamo avere delle diversità di vedute ma mai delle divisioni interne.

Accennava poi alla necessità di riformare il Sistema Sanitario della Chiesa. E ricordava poi che tra i carismi della Chiesa c’è sempre stato il carisma dell’assistenza agli ammalati; e fin dal passato, soprattutto quando non avveniva da parte dello Stato. Per cui rimane tuttora vivo questo carisma, anche se la modalità di attuazione deve necessariamente cambiare.

E l’AMCI su questo può essere un elemento di riflessione.

Menichelli è poi intervenuto sulla sacralità della vita, per la quale noi dobbiamo essere più propositivi, anche se è difficile e noi non siamo esenti dal peccato.

 E il peccato più grande di questo tempo è di voler dominare la vita. Questo è il più grande peccato contemporaneo. E su questo punto ha esondato la scienza, ha esondato (stra-esondato) la politica e ha esondato anche il nostro silenzio.

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Al termine della due giorni del CN di Roma possiamo quindi affermare che l’AMCI ha dimostrato, ancora una volta di essere un’associazione sempre viva, attuale e al passo coi tempi; un’associazione essenziale per la difesa dei diritti di ammalati e sofferenti, soprattutto dei più deboli e fragili.

E questo anche se ovviamente, come è emerso dal dibattito, ci sono ancora dei notevoli margini di sviluppo e di ottimizzazione delle straordinarie risorse umane, professionali e culturali dei nostri soci e dirigenti, per cui dobbiamo fare tesoro da quanto è emerso dai vari interventi, che ci offrono spunti di riflessione per migliorarci, affinché la nostra azione possa incidere maggiormente nel nostro servizio alla Vita, ai nostri ammalati, soprattutto dei più poveri e bisognosi, così come anche nel servizio alla Chiesa.

Alleghiamo per completezza

  • il testo completo della relazione del Presidente Filippo Maria Boscia,

  • il testo della Lumen Gentium,

  • alcune foto dell’incontro

  • il video con le conclusioni del Cardinale Menichelli (vedi alla sezione video del sito)

    Nel ringraziare ancora, anche a nome della Presidenza Nazionale, tutti i partecipanti per l’attenzione e gli interessanti (ed appassionati) contributi, che hanno arricchito il dibattito e confronto interno, rinnovo l’invito a tutti voi, se lo ritenete utile, di inviarci i vostri commenti, riflessioni e considerazioni.

     

    Roma, 11 e 12 ottobre 2018

    Franco Balzaretti